QUADERNO 33
e

Noi e i robot. Scenari possibili per una nuova società

Incontri di approfondimento

Questo Quaderno contiene l’intero ciclo di approfondimento “Noi e i robot. Scenari possibili per una nuova società”, percorso progettato dopo il convegno tenuto nel febbraio 2018, da cui la ripresa del titolo, che ha visto consolidarsi la collaborazione tra Fondazione A.J. Zaninoni, Università degli Studi di Bergamo e CESC, Centro sulle dinamiche economiche, sociali e della cooperazione dell’Università di Bergamo, diretto dalla prof.ssa Annalisa Cristini.

A partire da quell’incontro, che affrontava il tema del “Rapporto tra esseri umani e macchine intelligenti: siamo pronti a convivere con i robot?”, abbiamo sentito la comune esigenza di dare continuità alla riflessione, perché come sempre accade per le tematiche complesse e profonde, la discussione su di esse non può che aprire nuovi scenari e sollecitare ulteriori riflessioni.

È stato un bisogno comune della Fondazione Zaninoni e dell’Università che, attraverso questo percorso, dà voce alla sua terza missione, cioè quella del confronto con il territorio, in parallelo a quella didattica e di ricerca.

L’ambito di public engagement ci ha consentito di lavorare insieme affrontando il tema della scienza robotica e dell’intelligenza artificiale nelle loro diverse angolazioni e prospettive.

Siamo consapevoli che i dispositivi e i sistemi basati sull’intelligenza artificiale entrano ed entreranno in modo sempre più pervasivo nella quotidianità della vita in tutti i suoi aspetti. L’ambito aziendale appare essere il più toccato da questa rivoluzione ma non è che uno tra i tanti ambiti di applicazione, anche se abbiamo voluto affrontarlo come primo appuntamento del ciclo, essendo il tema del lavoro argomento privilegiato di azione della Fondazione A.J. Zaninoni, insieme al tema dell’Europa e delle pari opportunità. Per questo primo appuntamento abbiamo chiesto al prof. Pietro Ichino dell’Università statale di Milano di accompagnarci e sollecitarci promuovendo riflessioni con riferimento alle nuove competenze richieste nel mercato del lavoro, per essere sempre preparati ai cambi continui che l’evoluzione tecnologica inevitabilmente comporta.

Nel secondo seminario abbiamo affrontato il tema dei nuovi modelli di responsabilità conseguenti all’uso delle nuove tecnologie, anche sottolineando il ruolo delle istituzioni europee nel compito non facile di normare questa materia. Ci ha guidati il ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa dott. Andrea Bertolini.

Il ciclo si è chiuso con uno sguardo sulle implicazioni antropologiche ed etiche nel contesto di questa “rivoluzione” tecnologica, con una lezione del prof. José Maria Galván dell’Università Pontificia della Santa Croce di Roma, cui ha fatto da contraltare l’intervento del prof. Maurizio Mori dell’Università di Torino.

Crediamo con questi seminari di aver contribuito a stimolare domande e riflessioni e a tener viva l’attenzione su queste tematiche che permeeranno e qualificheranno le nostra vita negli anni futuri, senza la pretesa di dare risposte perché si tratta di un processo in fieri di cui non è possibile prevedere gli esiti, come risulta evidente dalle “non conclusioni” dell’ultimo seminario.

In queste nostre iniziative siamo stati accompagnati dalla presenza di Radio Radicale, che ha consentito a molti e molte di seguirci sia in diretta streaming che in differita attraverso le registrazioni che rimangono a disposizione nell’archivio della radio. Per questo ancora una volta ringraziamo Radio Radicale e ci auguriamo che possa continuare a lungo a svolgere questa attività di pubblico interesse.

Chiudo questa breve introduzione con una nota redazionale che si riferisce allo stile dei Quaderni della Fondazione A.J. Zaninoni: come nelle precedenti pubblicazioni, nella redazione dei testi abbiamo privilegiato la fedeltà al linguaggio usato da relatori e relatrici anche a scapito dell’“eleganza” stilistica, nello sforzo di restituire, soprattutto a coloro che non hanno potuto partecipare, l’“immediatezza” del linguaggio parlato.

Pia Locatelli
Presidente della Fondazione

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Incontri di approfondimento

Questo Quaderno contiene l’intero ciclo di approfondimento “Noi e i robot. Scenari possibili per una nuova società”, percorso progettato dopo il convegno tenuto nel febbraio 2018, da cui la ripresa del titolo, che ha visto consolidarsi la collaborazione tra Fondazione A.J. Zaninoni, Università degli Studi di Bergamo e CESC, Centro sulle dinamiche economiche, sociali e della cooperazione dell’Università di Bergamo, diretto dalla prof.ssa Annalisa Cristini.

A partire da quell’incontro, che affrontava il tema del “Rapporto tra esseri umani e macchine intelligenti: siamo pronti a convivere con i robot?”, abbiamo sentito la comune esigenza di dare continuità alla riflessione, perché come sempre accade per le tematiche complesse e profonde, la discussione su di esse non può che aprire nuovi scenari e sollecitare ulteriori riflessioni.

È stato un bisogno comune della Fondazione Zaninoni e dell’Università che, attraverso questo percorso, dà voce alla sua terza missione, cioè quella del confronto con il territorio, in parallelo a quella didattica e di ricerca.

L’ambito di public engagement ci ha consentito di lavorare insieme affrontando il tema della scienza robotica e dell’intelligenza artificiale nelle loro diverse angolazioni e prospettive.

Siamo consapevoli che i dispositivi e i sistemi basati sull’intelligenza artificiale entrano ed entreranno in modo sempre più pervasivo nella quotidianità della vita in tutti i suoi aspetti. L’ambito aziendale appare essere il più toccato da questa rivoluzione ma non è che uno tra i tanti ambiti di applicazione, anche se abbiamo voluto affrontarlo come primo appuntamento del ciclo, essendo il tema del lavoro argomento privilegiato di azione della Fondazione A.J. Zaninoni, insieme al tema dell’Europa e delle pari opportunità. Per questo primo appuntamento abbiamo chiesto al prof. Pietro Ichino dell’Università statale di Milano di accompagnarci e sollecitarci promuovendo riflessioni con riferimento alle nuove competenze richieste nel mercato del lavoro, per essere sempre preparati ai cambi continui che l’evoluzione tecnologica inevitabilmente comporta.

Nel secondo seminario abbiamo affrontato il tema dei nuovi modelli di responsabilità conseguenti all’uso delle nuove tecnologie, anche sottolineando il ruolo delle istituzioni europee nel compito non facile di normare questa materia. Ci ha guidati il ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa dott. Andrea Bertolini.

Il ciclo si è chiuso con uno sguardo sulle implicazioni antropologiche ed etiche nel contesto di questa “rivoluzione” tecnologica, con una lezione del prof. José Maria Galván dell’Università Pontificia della Santa Croce di Roma, cui ha fatto da contraltare l’intervento del prof. Maurizio Mori dell’Università di Torino.

Crediamo con questi seminari di aver contribuito a stimolare domande e riflessioni e a tener viva l’attenzione su queste tematiche che permeeranno e qualificheranno le nostra vita negli anni futuri, senza la pretesa di dare risposte perché si tratta di un processo in fieri di cui non è possibile prevedere gli esiti, come risulta evidente dalle “non conclusioni” dell’ultimo seminario.

In queste nostre iniziative siamo stati accompagnati dalla presenza di Radio Radicale, che ha consentito a molti e molte di seguirci sia in diretta streaming che in differita attraverso le registrazioni che rimangono a disposizione nell’archivio della radio. Per questo ancora una volta ringraziamo Radio Radicale e ci auguriamo che possa continuare a lungo a svolgere questa attività di pubblico interesse.

Chiudo questa breve introduzione con una nota redazionale che si riferisce allo stile dei Quaderni della Fondazione A.J. Zaninoni: come nelle precedenti pubblicazioni, nella redazione dei testi abbiamo privilegiato la fedeltà al linguaggio usato da relatori e relatrici anche a scapito dell’“eleganza” stilistica, nello sforzo di restituire, soprattutto a coloro che non hanno potuto partecipare, l’“immediatezza” del linguaggio parlato.

Pia Locatelli
Presidente della Fondazione

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