EDIZIONE CELEBRATIVA

2000-2020 Venti anni di Fondazione A.J. Zaninoni

VOLUME 1

Dedicato a Jack e a tutte le persone che hanno accolto, sostenuto e nutrito il progetto di una Fondazione per ricordarlo

Il primo volume di un’Edizione Celebrativa per raccontare la Fondazione A.J. Zaninoni nel ventennale dalla sua istituzione: un susseguirsi di eventi, dalla nascita – raccontata attraverso lo sguardo della Fondatrice – alla fioritura delle attività, scandite da una narrazione per immagini e parole.

Questo volume è dedicato alla storia e alla mission concretizzata nel corso dei suoi primi venti anni, che si delineano attraverso la testimonianza della Fondatrice-Presidente ed il racconto delle azioni intraprese.

Ogni sezione del volume approfondisce un tema fondante: i convegni, accompagnati dalle pubblicazioni ad essi correlate, i progetti e gli enti sostenuti.

Le attività congressuali prendono corpo nella narrazione attraverso le locandine delle iniziative, le presentazioni dei Quaderni pubblicati, le fotografie dei protagonisti e delle protagoniste (relatori, relatrici, partner) oltre che del pubblico che ha sempre animato gli incontri.

La successione degli eventi, raccontati in ordine cronologico, coglie la contestualizzazione storica delle iniziative svolte nel “respiro” del tempo, anno dopo anno.

Presentazione

Primo giorno di maggio dell’anno 2000: nasce la “Fondazione A.J. Zaninoni”. La data non è casuale, così come celebra la Festa del Lavoro, altrettanto si lega alla realtà professionale e alle passioni civili di Angelo Jack Zaninoni, a cui essa è dedicata: il mondo del lavoro colto in tutte le sue implicazioni ed esperito nell’ampia complessità che lo distingue e caratterizza.

Jack è un imprenditore, opera nel settore tessile e dell’abbigliamento, con l’intelligente attenzione alla dimensione internazionale del proprio lavoro, con uno sguardo capace di sottrarlo alla visione elementare della ripetitività del gesto operativo, ma capace di coglierlo nell’insieme dinamico di tutti i fattori che lo investono, restituendolo come un mondo aperto e vitalmente orientato.

L’occhio e la mente imprenditoriale si volgono alle caratteristiche del luogo della produzione, si fa attento ai tempi e alle modalità del lavoro connessi alle nuove tecnologie, che spingono all’innovazione e, soprattutto, impongono percorsi di formazione. Da cui dedurre l’importanza della scuola nella rinnovata prospettiva di un raccordo fondamentale tra questa e il mondo del lavoro.

Da questi tratti di un’esperienza imprenditoriale vissuta, nasce e si compone la mission della Fondazione: dare continuità e sviluppo alle intuizioni di Jack, proseguendone l’opera avviata. Promuovere una cultura del lavoro inteso come progetto di vita strettamente legato allo sviluppo della persona. L’investimento sulle risorse umane diventa premessa necessaria per realizzare nuovi e consapevoli cambiamenti, tanto nel mondo del lavoro quanto nella “cultura del lavoro” che ad esso si affianca. La “formazione” diviene così un elemento indispensabile non solo all’interno dei processi produttivi, ma dei cittadini tutti, siano essi alla guida di tali processi, che gli stessi attori che ne sono protagonisti. Come dire, dentro e fuori la fabbrica.

Per questo bisogna affrontare il tema del lavoro sulla base delle analisi dei meccanismi del mercato del lavoro stesso, studiati seguendo gli andamenti descritti dalle dinamiche economiche e le connesse variabilità. Si impone allora una visione politica più allargata, suggerita dall’esperienza imprenditoriale condotta da Jack Zaninoni, sostenuta e arricchita dalle nuove prospettive e finalità legate alla sensibilità e ai valori che Pia Locatelli, compagna di vita di Jack, porta con sé, nel far nascere la Fondazione.

Sono prospettive strettamente correlate alla infaticabile personalità di Pia, ai suoi interessi motivazionali e culturali, alle sue scelte politiche che la collocano saldamente nella cultura e nei valori del socialismo, della difesa dell’europeismo, delle lotte per le pari opportunità. Militanza che le conferisce riconoscimenti e ruoli politici internazionali.

Sotto la sua spinta, le attività della Fondazione si dipanano, come in un cratere aperto, in molteplici forme plasmate dagli obiettivi che emergono in parallelo all’evolvere delle problematiche economiche, culturali e sociali contingenti e di prospettiva, su scala sia locale che internazionale. Tutto un mondo di inderogabili interrogativi sulle tendenze e gli sviluppi in atto nel mondo attuale, e sui diversi piani in cui si manifestano. Cui è necessario dare risposte.

L’obiettivo è la formazione di aggiornate conoscenze, individuali e collettive, capaci di accrescere potenziali nuovi sviluppi della partecipazione consapevole e democratica alla vita quotidiana, incrementandone la massa critica. Sono i temi dello studio delle dinamiche dell’economia, dei meccanismi del mercato del lavoro, dell’approccio analitico al valore della “polis”come nucleo centrale dello sviluppo, sia in senso socio economico che umanistico, dell’educazione alla “cittadinanza europea”, dei percorsi verso una cultura delle “pari opportunità” tra uomini e donne, in ogni manifestazione delle loro relazioni interpersonali e in ciascun campo in cui si realizza la propria condizione umana e personalità. Né può mancare particolare attenzione all’impatto dell’evoluzione tecnologica, alle sue implicazioni e agli scenari possibili per una “nuova società”: pareri dialetticamente contrapposti sull’avvento delle “intelligenze artificiali”, espressi in pubblici dibattiti da esperti di ingegneria robotica, di sociologia e di filosofia della scienza.

Nell’insieme, questo disegno riassumibile in termini generali di “educazione alla cittadinanza”, individua nella cooperazione con Enti e Associazioni, pubbliche e private, gli snodi opportuni per incrementare i risultati attesi: così il rapporto con l’Università di Bergamo, partner nell’elaborazione di convegni e progetti, tra i quali figura il complesso iter, a partire dall’ideazione, per l’istituzione del corso di Laurea in Ingegneria Tessile; l’erogazione di borse di studio ed il sostegno a progetti mirati sul territorio, nonché l’adesione a diverse Associazioni, Centri di studi e ricerca tra cui, non potendo citarli tutti, la Fondazione per la Storia Economica e Sociale di Bergamo. Diventa centrale la promozione di un’intensa attività di pubblici dibattiti, seminari e convegni, con la pubblicazione dei relativi atti, quali contributi essenziali alla ricerca e depositi di memoria. In questo pluriennale lavoro la Fondazione consolida ampie e proficue collaborazioni con Comune, Università, Sindacati, Confindustria, promuovendo la trasmissione dei rispettivi contributi alla cittadinanza. Per la Città, e non solo, si tratta di un significativo apporto di conoscenze, analisi e proposte di estrema utilità e attualità a vantaggio di ulteriori approfondimenti.

Lo svolgimento delle attività statutariamente indicate, suggerisce l’opportunità di collocare la sede della Fondazione in prossimità di Associazioni che promuovono iniziative ed attività analoghe e la scelta ricade presso i locali dell’Associazione Generale di Mutuo Soccorso, nel centro cittadino di Bergamo, avviando una reciproca e fattiva collaborazione che consentirà la ristrutturazione dei reciproci spazi operativi, il cui esito sarà l’intestazione di uno spazio di riunioni pubbliche alla Fondazione A.J. Zaninoni.

Tra le diverse collaborazioni promosse e realizzate con Enti e Associazioni, particolarissimo rilievo spetta a quella realizzata con un’Associazione che opera nel medesimo ambito culturale e contesto della Fondazione, ma non solo per questo. È la collaborazione, in realtà un sodalizio, con il Centro culturale NuovoProgetto. Il Centro è guidato da personalità di spicco della cultura laica cittadina, impegnati nelle istituzioni pubbliche con ruoli apicali svolti nella amministrazione della città, donne e uomini della scuola, delle professioni, del sindacato, del mondo del lavoro. Tra di essi molti amici personali di Pia, che si sono a lei affiancati nel sostenere la nascita della Fondazione stessa. In particolare, Paolo Crivelli amico di lunga data e di comune militanza politica, co-fondatore del Centro Progetto diventandone, quanto Pia per la Fondazione, instancabile animatore. E a lui Pia affida l’incarico di direttore della Fondazione stessa. Intorno ad entrambi ruotano alcune delle migliori intelligenze disponibili, condividono finalità e strumenti, offrono costanti e qualificati contributi personali, finendo per costituire un solido ponte tra i due enti culturali.

Le problematiche affrontate nei convegni organizzati dalla Fondazione, in successione nell’arco dei due decenni di attività, raccolte nei Quaderni del- la Fondazione A.J. Zaninoni offrono uno sguardo retrospettivo dei temi dominanti nei periodi temporali succedutisi, descrivono le fasi economiche e sociali che si sono alternate e i riflessi culturali ad esse conseguiti. La trattazione di ciascun tema, che richiede naturalmente la disponibilità di qualificate risorse umane, porta progressivamente ad ampliare la rete di relazioni con esperti anche di rilievo internazionale e fornisce supporto alle iniziative della Fondazione per l’attuazione di progetti innovativi e di rilievo.

La pubblicazione dei Quaderni consente la consultazione dei temi trattati e di contestualizzare ogni singolo argomento nel periodo temporale cui si riferisce. La vastità delle problematiche affrontate dà conto dell’ampiezza dello sguardo sul mondo: dagli approfondimenti sul mondo delle imprese, in particolare del settore tessile, alle analisi economiche per comprendere i fattori di crisi ovvero di crescita deducibili dai rispettivi trend.

Tutta una serie di seminari e dibattiti affrontano i temi della cosiddetta “identità” degli italiani, della storia e dello sviluppo del Paese, per cogliere i caratteri strutturali della società, le sue contraddizioni ancora perduranti e i fenomeni emergenti. Un’attenzione particolare è rivolta al mondo dei giovani, al loro rapporto con le istituzioni, alle “politiche di genere come impegno e lavoro per le opportunità condivise”. Oltrepassando i confini nazionali, l’analisi dei conflitti medio-orientali e del Mediterraneo affronta il tema della fughe dalle guerre, di un’“Europa per le donne”, di un’“Europa per i diritti”.

Un insieme di attività promosse dalla Fondazione che costituisce un disegno di alto livello e di largo respiro, riconoscibile e riconosciuto. Un patrimonio di formazione e di arricchimento culturale comune e prezioso, che la Fondazione A.J. Zaninoni, sotto la guida intelligente e infaticabile della sua fondatrice Pia Locatelli, ha messo, e intende continuare a mettere, a disposizione di studiosi e ricercatori e della cittadinanza intera.

La presente pubblicazione intende offrire alla cittadinanza una sintesi e una testimonianza dell’opera svolta dalla Fondazione A.J. Zaninoni nel corso dei due decenni di attività, nel ventennale della sua istituzione. La celebrazione di questa ricorrenza, già concordata con il professor Giuliano Amato, che ha presenziato a tutti i momenti salienti della vita della Fondazione, è stata compromessa dall’insorgere della drammatica epidemia del Coronavirus, e necessariamente rinviata.

Con questo volume monografico si è pensato tuttavia di onorare la ricorrenza offrendo all’attenzione dei lettori “un viaggio”, per certi versi insolito, tra testi e immagini secondo un percorso di facile e immediata lettura. Ciò faciliterà una visione d’insieme delle origini, delle finalità e delle attività svolte dalla Fondazione, dei suoi raccordi con le istituzioni culturali, sociali, politiche e associative presenti nell’ambito territoriale in cui essa stessa opera e su scala nazionale e internazionale.

Il volume contiene inoltre l’elencazione degli eventi, delle adesioni associative e dei progetti realizzati.

Augusto Benvenuto
Direttore responsabile della Collana Quaderni della Fondazione A.J. Zaninoni

Altro...

VOLUME 1

Dedicato a Jack e a tutte le persone che hanno accolto, sostenuto e nutrito il progetto di una Fondazione per ricordarlo

Il primo volume di un’Edizione Celebrativa per raccontare la Fondazione A.J. Zaninoni nel ventennale dalla sua istituzione: un susseguirsi di eventi, dalla nascita – raccontata attraverso lo sguardo della Fondatrice – alla fioritura delle attività, scandite da una narrazione per immagini e parole.

Questo volume è dedicato alla storia e alla mission concretizzata nel corso dei suoi primi venti anni, che si delineano attraverso la testimonianza della Fondatrice-Presidente ed il racconto delle azioni intraprese.

Ogni sezione del volume approfondisce un tema fondante: i convegni, accompagnati dalle pubblicazioni ad essi correlate, i progetti e gli enti sostenuti.

Le attività congressuali prendono corpo nella narrazione attraverso le locandine delle iniziative, le presentazioni dei Quaderni pubblicati, le fotografie dei protagonisti e delle protagoniste (relatori, relatrici, partner) oltre che del pubblico che ha sempre animato gli incontri.

La successione degli eventi, raccontati in ordine cronologico, coglie la contestualizzazione storica delle iniziative svolte nel “respiro” del tempo, anno dopo anno.

Presentazione

Primo giorno di maggio dell’anno 2000: nasce la “Fondazione A.J. Zaninoni”. La data non è casuale, così come celebra la Festa del Lavoro, altrettanto si lega alla realtà professionale e alle passioni civili di Angelo Jack Zaninoni, a cui essa è dedicata: il mondo del lavoro colto in tutte le sue implicazioni ed esperito nell’ampia complessità che lo distingue e caratterizza.

Jack è un imprenditore, opera nel settore tessile e dell’abbigliamento, con l’intelligente attenzione alla dimensione internazionale del proprio lavoro, con uno sguardo capace di sottrarlo alla visione elementare della ripetitività del gesto operativo, ma capace di coglierlo nell’insieme dinamico di tutti i fattori che lo investono, restituendolo come un mondo aperto e vitalmente orientato.

L’occhio e la mente imprenditoriale si volgono alle caratteristiche del luogo della produzione, si fa attento ai tempi e alle modalità del lavoro connessi alle nuove tecnologie, che spingono all’innovazione e, soprattutto, impongono percorsi di formazione. Da cui dedurre l’importanza della scuola nella rinnovata prospettiva di un raccordo fondamentale tra questa e il mondo del lavoro.

Da questi tratti di un’esperienza imprenditoriale vissuta, nasce e si compone la mission della Fondazione: dare continuità e sviluppo alle intuizioni di Jack, proseguendone l’opera avviata. Promuovere una cultura del lavoro inteso come progetto di vita strettamente legato allo sviluppo della persona. L’investimento sulle risorse umane diventa premessa necessaria per realizzare nuovi e consapevoli cambiamenti, tanto nel mondo del lavoro quanto nella “cultura del lavoro” che ad esso si affianca. La “formazione” diviene così un elemento indispensabile non solo all’interno dei processi produttivi, ma dei cittadini tutti, siano essi alla guida di tali processi, che gli stessi attori che ne sono protagonisti. Come dire, dentro e fuori la fabbrica.

Per questo bisogna affrontare il tema del lavoro sulla base delle analisi dei meccanismi del mercato del lavoro stesso, studiati seguendo gli andamenti descritti dalle dinamiche economiche e le connesse variabilità. Si impone allora una visione politica più allargata, suggerita dall’esperienza imprenditoriale condotta da Jack Zaninoni, sostenuta e arricchita dalle nuove prospettive e finalità legate alla sensibilità e ai valori che Pia Locatelli, compagna di vita di Jack, porta con sé, nel far nascere la Fondazione.

Sono prospettive strettamente correlate alla infaticabile personalità di Pia, ai suoi interessi motivazionali e culturali, alle sue scelte politiche che la collocano saldamente nella cultura e nei valori del socialismo, della difesa dell’europeismo, delle lotte per le pari opportunità. Militanza che le conferisce riconoscimenti e ruoli politici internazionali.

Sotto la sua spinta, le attività della Fondazione si dipanano, come in un cratere aperto, in molteplici forme plasmate dagli obiettivi che emergono in parallelo all’evolvere delle problematiche economiche, culturali e sociali contingenti e di prospettiva, su scala sia locale che internazionale. Tutto un mondo di inderogabili interrogativi sulle tendenze e gli sviluppi in atto nel mondo attuale, e sui diversi piani in cui si manifestano. Cui è necessario dare risposte.

L’obiettivo è la formazione di aggiornate conoscenze, individuali e collettive, capaci di accrescere potenziali nuovi sviluppi della partecipazione consapevole e democratica alla vita quotidiana, incrementandone la massa critica. Sono i temi dello studio delle dinamiche dell’economia, dei meccanismi del mercato del lavoro, dell’approccio analitico al valore della “polis”come nucleo centrale dello sviluppo, sia in senso socio economico che umanistico, dell’educazione alla “cittadinanza europea”, dei percorsi verso una cultura delle “pari opportunità” tra uomini e donne, in ogni manifestazione delle loro relazioni interpersonali e in ciascun campo in cui si realizza la propria condizione umana e personalità. Né può mancare particolare attenzione all’impatto dell’evoluzione tecnologica, alle sue implicazioni e agli scenari possibili per una “nuova società”: pareri dialetticamente contrapposti sull’avvento delle “intelligenze artificiali”, espressi in pubblici dibattiti da esperti di ingegneria robotica, di sociologia e di filosofia della scienza.

Nell’insieme, questo disegno riassumibile in termini generali di “educazione alla cittadinanza”, individua nella cooperazione con Enti e Associazioni, pubbliche e private, gli snodi opportuni per incrementare i risultati attesi: così il rapporto con l’Università di Bergamo, partner nell’elaborazione di convegni e progetti, tra i quali figura il complesso iter, a partire dall’ideazione, per l’istituzione del corso di Laurea in Ingegneria Tessile; l’erogazione di borse di studio ed il sostegno a progetti mirati sul territorio, nonché l’adesione a diverse Associazioni, Centri di studi e ricerca tra cui, non potendo citarli tutti, la Fondazione per la Storia Economica e Sociale di Bergamo. Diventa centrale la promozione di un’intensa attività di pubblici dibattiti, seminari e convegni, con la pubblicazione dei relativi atti, quali contributi essenziali alla ricerca e depositi di memoria. In questo pluriennale lavoro la Fondazione consolida ampie e proficue collaborazioni con Comune, Università, Sindacati, Confindustria, promuovendo la trasmissione dei rispettivi contributi alla cittadinanza. Per la Città, e non solo, si tratta di un significativo apporto di conoscenze, analisi e proposte di estrema utilità e attualità a vantaggio di ulteriori approfondimenti.

Lo svolgimento delle attività statutariamente indicate, suggerisce l’opportunità di collocare la sede della Fondazione in prossimità di Associazioni che promuovono iniziative ed attività analoghe e la scelta ricade presso i locali dell’Associazione Generale di Mutuo Soccorso, nel centro cittadino di Bergamo, avviando una reciproca e fattiva collaborazione che consentirà la ristrutturazione dei reciproci spazi operativi, il cui esito sarà l’intestazione di uno spazio di riunioni pubbliche alla Fondazione A.J. Zaninoni.

Tra le diverse collaborazioni promosse e realizzate con Enti e Associazioni, particolarissimo rilievo spetta a quella realizzata con un’Associazione che opera nel medesimo ambito culturale e contesto della Fondazione, ma non solo per questo. È la collaborazione, in realtà un sodalizio, con il Centro culturale NuovoProgetto. Il Centro è guidato da personalità di spicco della cultura laica cittadina, impegnati nelle istituzioni pubbliche con ruoli apicali svolti nella amministrazione della città, donne e uomini della scuola, delle professioni, del sindacato, del mondo del lavoro. Tra di essi molti amici personali di Pia, che si sono a lei affiancati nel sostenere la nascita della Fondazione stessa. In particolare, Paolo Crivelli amico di lunga data e di comune militanza politica, co-fondatore del Centro Progetto diventandone, quanto Pia per la Fondazione, instancabile animatore. E a lui Pia affida l’incarico di direttore della Fondazione stessa. Intorno ad entrambi ruotano alcune delle migliori intelligenze disponibili, condividono finalità e strumenti, offrono costanti e qualificati contributi personali, finendo per costituire un solido ponte tra i due enti culturali.

Le problematiche affrontate nei convegni organizzati dalla Fondazione, in successione nell’arco dei due decenni di attività, raccolte nei Quaderni del- la Fondazione A.J. Zaninoni offrono uno sguardo retrospettivo dei temi dominanti nei periodi temporali succedutisi, descrivono le fasi economiche e sociali che si sono alternate e i riflessi culturali ad esse conseguiti. La trattazione di ciascun tema, che richiede naturalmente la disponibilità di qualificate risorse umane, porta progressivamente ad ampliare la rete di relazioni con esperti anche di rilievo internazionale e fornisce supporto alle iniziative della Fondazione per l’attuazione di progetti innovativi e di rilievo.

La pubblicazione dei Quaderni consente la consultazione dei temi trattati e di contestualizzare ogni singolo argomento nel periodo temporale cui si riferisce. La vastità delle problematiche affrontate dà conto dell’ampiezza dello sguardo sul mondo: dagli approfondimenti sul mondo delle imprese, in particolare del settore tessile, alle analisi economiche per comprendere i fattori di crisi ovvero di crescita deducibili dai rispettivi trend.

Tutta una serie di seminari e dibattiti affrontano i temi della cosiddetta “identità” degli italiani, della storia e dello sviluppo del Paese, per cogliere i caratteri strutturali della società, le sue contraddizioni ancora perduranti e i fenomeni emergenti. Un’attenzione particolare è rivolta al mondo dei giovani, al loro rapporto con le istituzioni, alle “politiche di genere come impegno e lavoro per le opportunità condivise”. Oltrepassando i confini nazionali, l’analisi dei conflitti medio-orientali e del Mediterraneo affronta il tema della fughe dalle guerre, di un’“Europa per le donne”, di un’“Europa per i diritti”.

Un insieme di attività promosse dalla Fondazione che costituisce un disegno di alto livello e di largo respiro, riconoscibile e riconosciuto. Un patrimonio di formazione e di arricchimento culturale comune e prezioso, che la Fondazione A.J. Zaninoni, sotto la guida intelligente e infaticabile della sua fondatrice Pia Locatelli, ha messo, e intende continuare a mettere, a disposizione di studiosi e ricercatori e della cittadinanza intera.

La presente pubblicazione intende offrire alla cittadinanza una sintesi e una testimonianza dell’opera svolta dalla Fondazione A.J. Zaninoni nel corso dei due decenni di attività, nel ventennale della sua istituzione. La celebrazione di questa ricorrenza, già concordata con il professor Giuliano Amato, che ha presenziato a tutti i momenti salienti della vita della Fondazione, è stata compromessa dall’insorgere della drammatica epidemia del Coronavirus, e necessariamente rinviata.

Con questo volume monografico si è pensato tuttavia di onorare la ricorrenza offrendo all’attenzione dei lettori “un viaggio”, per certi versi insolito, tra testi e immagini secondo un percorso di facile e immediata lettura. Ciò faciliterà una visione d’insieme delle origini, delle finalità e delle attività svolte dalla Fondazione, dei suoi raccordi con le istituzioni culturali, sociali, politiche e associative presenti nell’ambito territoriale in cui essa stessa opera e su scala nazionale e internazionale.

Il volume contiene inoltre l’elencazione degli eventi, delle adesioni associative e dei progetti realizzati.

Augusto Benvenuto
Direttore responsabile della Collana Quaderni della Fondazione A.J. Zaninoni

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